martedì 13 ottobre 2015

ARTE PER LA CATECHESI

È uscito recentemente in libreria, curato da Edizioni Messaggero Padova, un interessante studio che ricalca i programmi di catechesi avviati, ormai da anni, da alcuni Vescovi italiani. Sono piani d’intervento che propongono di utilizzare l’arte come veicolo di catechesi, restituendo appunto l’arte sacra alla sua originaria funzione: un’idea che non è certo nata ieri. Cito, ad esempio, la Conferenza Episcopale della Toscana, che qualche anno fa sollecitava l’uso a fini catechistici della straordinaria ricchezza artistica di quella Regione. La CEI ha sempre incoraggiato questo tipo di catechismo, non solo perché ciò attiene al suo precipuo compito ma anche per ribadire le opportunità che le risorse artistiche del nostro Paese possono offrire per la conoscenza della dottrina della Chiesa.
Andrea Dall’Asta, perciò, fa nulla di nuovo quando scrive Dio storia dell’uomo. Dalla Parola all’Immagine (€ 23,00). La novità della sua proposta editoriale sta, invece, nella sua straordinaria capacità e competenza di proporre un percorso storico-teologico-artistico-antropologico dell’opera d’arte al servizio della Fede, in un itinerario che dal Rinascimento si dipana fino all’arte contemporanea.
Capacità e competenza, quelle dell’Autore, accreditate da un qualificato cursus studiorum che ne fa un interprete di tutto rispetto; come se ciò non bastasse, ricordo che egli è sacerdote gesuita, perciò uno che, come tanti ne ho conosciuti (per non andare tanto lontano, potrei citare Mons. Attilio Pastori, reggente della parrocchia jesina di San Giovanni Battista), la catechesi te la propone dall’ambone durante l’omelia.
Una riflessione che ho apprezzato molto, tra le tante del suo copioso repertorio di proposte, è quella dell’arte intesa come medicina per il dolore latu sensu. Perché bene si adatta anche al disagio esistenziale di questo tempo frastornato dalla fatica dell’esistere, sforzo che si riverbera nella carne non solo tormentata dalla malattia.
Ricordo che il pittore olandese Johannesvan der Meer, altrimenti Jan Vermeer (1632-1675), nel suo dipinto “La lezione di musica” (1633, Royal Collection, Londra), dipinge sul coperchio aperto della spinetta la frase emblematica “Musica letitiæ comes medicina dolorum”, musica come medicina per il dolore.
La lezione che impartisce l’artista protestante fa da contraltare al IV capitolo del libro di Dall’Asta, titolato Cristo, volto di un’umanità ferita. L’Autore cita il polittico (o altare) di Isenheim (1512-1516) di Mathias Grünewald (1480-1528), «uno dei capolavori della pittura europea del XVI secolo». «La ricerca di Grünewald», dice Dall’Asta, «non intende presentare la persona del Cristo a partire dalla bellezza classica, ma s’interroga soprattutto sul significato che l’immagine di Gesù può rivestire per fedeli colpiti da malattie, piaghe, sofferenze indicibili». È come fare parlare la bocca cui il cuore del paziente fa dire: «In che modo il Cristo mi salva, mi libera dal dolore e dall’angoscia della morte?». Infatti, i malati ospiti dell’ospedale presso cui si trovava la pala avevano l’abitudine di toccare l’immagine di Gesù che agonizza sulla croce, convinti che essa avesse poteri taumaturgici: perché il Christus patiens è anche il Deus absconditus che si nasconde nei drammi della precaria condizione umana.
La salvezza, qualunque essa sia, che viene dal Verbo incarnato per condividere la condizione umana: una stupenda catechesi che l’arte pittorica, in «un percorso necessariamente interdisciplinare» traccia come possibilità di riappropriarsi della consapevolezza di «riconoscersi “immagine e somiglianza” di Dio, per aprirsi alla sua conoscenza». Un cammino di scoperta, continua Bartolomeo Sorge (Prefazione, 7), in cui non bastano da sole né la ragione, né la filosofia, né la teologia, né l’antropologia, ma la fede, la quale è sola “luce” in grado di dare senso pieno alla storia di Dio come storia dell’uomo» (cfr. Papa Francesco, Lumen Fidei).
Una proposta, quella di Dall’Asta, che merita d’essere approfondita in un dibattito pubblico presso le biblioteche Petrucciana o Planettiana: una sfida culturale e catechetica che lancio sia all’Autore sia a S.E. il Vescovo Rocconi.

Oreste Mendolìa Gallino

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