venerdì 3 novembre 2017

BEN-ESSERE NELLA VALLESINA

L’idea è stata proposta al pubblico il 14 ottobre scorso, presso il Teatro Comunale “Paolo Ferrari” di San Marcello.
A farsene portavoce il Sindaco Pietro Rotoloni, sempre più in prima linea per trovare soluzioni, e metterle in pratica col coraggio e la tenacia che conosciamo, per garantire buona qualità di vita alla Comunità civile.
“Paese del Ben-essere” è il titolo del Convegno che ha visto un successo di pubblico e la partecipazione di numerosi sindaci (alcuni assenti, tra cui Monsano) e imprenditori, taluni non indigeni, che comunque fanno attività locale.
Tuttavia, l’idea è di Raffaele Bucciarelli: nato in Castelplanio vive in Maiolati e vanta il pregio di essere stato Sindaco, Consigliere regionale, Assessore provinciale e Presidente dell’Assemblea legislativa regionale.
Chi, meglio di lui, conosce bene il territorio dove vive, in particolare la Vallesina?
«Intuizione brillante, la sua – come rileva il moderatore giornalista Gianni Rossetti –, che va valorizzata come tante cose particolari e uniche delle Marche, ancorché sia un enorme limite la “capacità di nascondimento” dei Marchigiani». Certo Rossetti mette il dito sulla piaga (dovrei dire “nella” piaga come è nella straordinaria tela caravaggesca dell’“Incredulità di Tommaso”…), perché si sa: il Marchigiano ha enormi risorse e vive in una Regione stupenda, ma non sa affrancarsi dal suo atavico riserbo.
Condizione questa, che non gli permette di «rendersi conto – prosegue Rossetti – del grande potenziale del territorio in cui vive».
“Paese del Ben-essere” è, infatti, un progetto declinato al plurale, perché nelle «colline più belle d’Europa l’idea non riguarda solo San Marcello ma un vasto territorio che ha eccellenze che bisogna fare conoscere».
Nella sua prolusione Rossetti tiene a porre in rilievo talune di queste eccellenze, di San Marcello in primis. «Poco più di 2000 abitanti, il paese di Rotoloni vanta un Centro storico quasi totalmente ristrutturato; un Museo dell’olio; un Museo del telefono che ha pezzi assenti presso l’omonimo in Stoccolma della Ericsson; numerosi imprenditori che producono i vini Lacrima e Verdicchio; l’ex Convento di Montelatiere che, col nome Villa Oasi, entro l’anno corrente diventerà – unico Centro nelle Marche – struttura qualificata per curare i disturbi alimentari. E, per finire, nel giugno 2018 San Marcello ospiterà il Premio Vallesina».
Nel suo intervento, il Sindaco Rotoloni ha voluto confermare il progetto di costituire una serie di Comuni locali, votato alla cultura del “ben-essere”: un modo collaterale alla cosiddetta “bandiera arancione”, marchio di qualità del quale sono insigniti i piccoli Comuni dell’entroterra italiano che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.
Rotoloni sottolinea che questa “ghirlanda brillante” (per usare una metafora presa in prestito dalla Scienza…) ha l’obiettivo d’ispirarsi alle «linee guida di Bucciarelli per poter partecipare ai bandi europei per attingere fondi per rivalutare centri storici, ambiente e territorio».
Il padre dell’iniziativa, Bucciarelli, apre il suo intervento dicendo che questo progetto «non è solo economico ma riguarda il benessere inteso come “star bene”: cioè vivere profondamente e intimamente il nostro territorio, senza trascurare il valore delle tradizioni che ne hanno fatto un’eccellenza nazionale».
Mi permetto di ricordare in questa sede quello che scrivevo nella prefazione al libro di Don Savino Capogrossi, un tempo Parroco di Monsano, titolato “Piccola crono-storia di un secolo di vita della Comunità di Monsano” (marzo 2016): «La mia opinione è che la cementificazione dell’identità di una Comunità, in poche parole il suo destino, sta nel dialogo che essa riesce a stabilire con la diversità, soprattutto in una società multietnica, multiculturale e globalizzata come è quella del Terzo Millennio. L’alterità, infatti, è sempre un’occasione di confronto e di arricchimento reciproco e va vissuta con spirito di cooperazione (…) tra le parti che sono chiamate a dialogare tra loro».
Lo stesso spirito anima le intenzioni di Bucciarelli che dice: «Dobbiamo imparare ad accogliere l’altro non come un competitore ma una persona con cui collaborare per il bene di tutti, in modo olistico. È un progetto che vuole unire i Comuni nella loro capacità di governare il territorio per il recupero di un benessere che emani “energia positiva”, perché l’unione è la forza comune con la quale recuperare il rispetto. Rispetto dell’alterità e dell’ambiente, certo per una migliore qualità di vita, non meno pure per lasciare ai nostri figli una terra sana».
Il tema conduttore del pensiero di Bucciarelli è l’assunzione della propria responsabilità: ciascuno in modo capillare, in particolare gli operatori economici, la Scuola, i professionisti, gli artigiani e gli artisti locali. Ma è un argomento, quello di Bucciarelli sul primo dovere dell’Uomo di rispettare e salvaguardare la Terra, che egli riconosce essere presente già nell’insegnamento di Papa Francesco che si richiama ai sentimenti del Santo assisiate quando compila l’enciclica “Laudato si’ sulla cura della casa comune”…
A Bucciarelli fa seguito Angelo Serri, giornalista, ideatore e Direttore di “Tipicità”: “un pensatoio di futuro” secondo Alan Friedman, vetrina del patrimonio gastronomico e culturale della nostra Regione.
Serri stimola a pensare in positivo, mettendo da parte i tipici sentimenti marchigiani della modestia e del pudore, «per accorgerci che se molti stranieri e Italiani del Nord vengono a vivere qui da noi, e a impiantare fiorenti attività economiche nei nostri borghi, è perché nelle Marche ogni luogo trasuda cultura e tradizione».
Il suo è un richiamo al benessere per i cinque sensi, a mettere da parte l’eccessiva sobrietà marchigiana, perché «noi ci rendiamo conto dell’Eden in cui viviamo solo quando chi non vive nella nostra Regione c’invita a guardare con occhi nuovi la nostra Terra, a scoprire che i nostri ritmi di vita sono a misura umana e che il nostro stile di vita non esiste più in molte Regioni italiane».
Bruno Sebastianelli, fondatore e Presidente della Cooperativa Bio “La Terra e il Cielo”, fondata «in tempi non sospetti 37 anni fa» ricorda che «l’agricoltura biologica si associa bene alla cultura del benessere.
La Cooperativa di cui egli si fa portavoce è andata in controcorrente rispetto alla crisi economica nata del 2008, crescendo del 15/20% ogni anno. È un incremento reso possibile dall’intento societario di dissociarsi dagli «“avventurieri” del bio, quelli che fanno le “furbate” solo per arricchirsi e sapientemente smascherati dalla trasmissione d’inchiesta televisiva Report».
Il suo intervento è un dettagliato elenco di produzioni tese pure al recupero di antiche tipicità come la cicerchia e il farro. Una filiera il cui scopo principale è promuovere la cultura della salute e del rispetto dell’ambiente attraverso la qualità, la tracciabilità e la tipicità dei prodotti alimentari e quindi delle metodologie produttive.
Agli interventi dei relatori sono seguiti quelli degli imprenditori presenti al Convegno:
-      Luca Celli, delegato di “Slow Food”, Associazione internazionale no profit, all’insegna del motto “Buono, Pulito e Giusto”, impegnata a ridare valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi;
-      Alberto Gandolfi, ex industriale milanese, titolare in San Marcello dell’Azienda di vino biologico “Filodivino”, che, sin dal suo arrivo nelle Marche durante la crisi economica, si è ispirato al concetto di benessere traendone entusiasmo e qualità nei servizi offerti;
-      la Signora Pascale Marquet, contitolare dell’Agritursmo e Cantina “Tenuta San Marcello”, ha condiviso i sentimenti di responsabilità di un progetto che rispetta la terra che lasciamo in eredità ai figli. Nello stesso tempo, ella si fa portavoce del marito, Massimo Palmieri, secondo cui i produttori locali di Lacrima e Verdicchio intendono proporre all’UNESCO di eleggere “patrimonio dell’umanità” le colline della Vallesina;
-      Guido Perrella, di “Morro d’Alba Experience”, condivide lo spirito che anima il Convegno; la sua è un’Associazione nata con l’intento di far conoscere l’entroterra anconetano e i suoi colori: dal verde delle coltivazioni al marrone delle arature, al giallo e al rosso dei filari di Lacrima e Verdicchio;
-      la Signora Orietta Olivetti, contitolare di “Family Med”, il Centro medico sorto in Casine d’Ostra, secondo cui la vocazione d’essere «specialisti in salute si è ispirata al territorio, ritenendo che il benessere medico, corporale e mentale è uno degli ingredienti della qualità della vita indigena»;
-      Andrea Micari, che arriva da Milano per proporre “EYWA” (nome ispirato alla pellicola “Avatar” di Cameron), un’Associazione di promozione sociale no profit «per alimentare la coscienza» come è nel titolo del seminario che Villa Oasi ospiterà il 15 aprile 2018;
-      la Signora Simona Catalani, Presidente della Fondazione “Istituto Pio Don Maurizio Santi”, Scuola paritaria dell’Infanzia in San Marcello, piccolo gioiello educativo che s’ispira all’ideale del suo fondatore che lasciò tutti i suoi beni per l’educazione femminile e che oggi, in tempo di crisi, dà lavoro stabile alle educatrici che vi operano.
La scarsa possibilità che i Comuni locali hanno di cofinanziare progetti e iniziative per il ben-essere è un problema che è messo in evidenza dall’intervento del Sindaco di San Paolo di Jesi, Sandro Barcaglioni.
A lui, e per dare speranza al progetto di cooperazione tra Comuni voluto dal Convegno in oggetto, risponde Moreno Pieroni, Assessore regionale a Turismo, Cultura e Spettacolo.
Suo invito è «fare rete, tanto nel pubblico quanto nel privato, per presentare in Regione progetti che hanno possibilità concrete di ricevere finanziamenti. Denaro che la Regione ha già disponibile, purché il progetto in discussione sia presentato entro il termine dell’anno corrente».
Pieroni si fa portavoce di speranza, perciò di ottimismo, quando afferma che «privati e pubbliche amministrazioni devono lavorare insieme e condividere le proposte attraverso una rete di Comuni, per una qualificazione della Regione a livello nazionale e internazionale…».

Oreste Mendolìa Gallino

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