è lo psichiatra più famoso d’Italia ma ha fama internazionale.
Nulla di strano, perciò, se a mezzanotte del 1 febbraio gli spettatori sono
ancora inchiodati alle poltrone del Teatro delle Muse in Ancona. Paolo Crepet
ha appena terminato la prima (a ingresso libero) delle conferenze anconetane
sui rapporti genitori-figli [le prossime saranno il 22/2 (Ascoltare i figli) –
8 e 28/3 (Conflitti famigliari – Adolescenza e sessualità), ore 21 c/o il
Ridotto del Teatro; prenotare al tel./fax 0712901110, € 60,00 per tutte e tre].
La rassegna è a cura della rivista “salute & famiglia - senzaetà”, con sede in Ancona, diretta da
Luca Guazzati e di cui Crepet è direttore del Comitato scientifico.
Affabulatore
eccellente, Crepet domina la scena con rara capacità istrionica; il suo
linguaggio facile è avvolgente e fascinoso.
L’autorità perduta, suo ultimo recente libro
(Einaudi, € 16,50 ben spesi), è un invito ai genitori a ritrovare “il coraggio che
i figli ci chiedono”. Quale coraggio? Crepet si occupa di famiglia, perciò è il
coraggio di fare il mestiere del
genitore: «audacia perduta in nome del quieto vivere, così da ridursi a tirar
su figli smidollati. Non certo come
quello della nave Concordia, i figli
– incredibile ma vero! – vogliono «capitani
coraggiosi, perché nell’educazione ci vuole chi comanda, chi tiene la barra
del timone. Purtroppo, la nostra è l’epoca in cui a 8 anni un bambino vive
l’illusione di comandare e di avere tutto e tutti a disposizione. I comandanti
devono avere il controllo della situazione; un educatore ha bisogno di redini: cioè
le regole da fare rispettare, sempre, senza deroghe; di speroni: cioè il
mordente da trasmettere, l’invito a sfidare ogni ostacolo. Un educatore deve stimolare
alla vita, altrimenti il suo ruolo è vano e va incontro al fallimento.
Tuttavia
pietra miliare dell’educazione è avere stima di chi si educa e, soprattutto,
credere nel suo potenziale. Montessori diceva che ogni bambino ha delle
potenzialità e che tra i giovani non ci sono “scarti”. Perciò, le risorse sono
una scommessa per il futuro, non per il presente; ecco perché bisogna dire ai
giovani: “Avete il futuro nelle vostre mani ma credeteci!”. Soltanto chi è
ottimista crede nel futuro e ci scommette».
Tra
le tante opinioni di Crepet vi è quella che «i genitori sono diventati Inps per
i figli, non sanno stimolarli né fare in modo che essi credano in sé. I giovani
– sembra banale ma è così – sono ciò che noi abbiamo fatto di loro».
«La
crisi economica – continua Crepet – è ancora più gravosa per chi deve fare in
modo che le ristrettezze economiche non gravino eccessivamente sui figli e la
loro vita. In linea di massima, questa crisi può diventare un’opportunità per
un Paese che deve ancora imparare che la qualità e l’ingegno ci salveranno,
mentre la furbizia e il cinismo ci faranno sprofondare in una crisi epocale.
Penso che la crisi sia anche un’opportunità per educare meglio i figli,
spiegando loro che non tutto può essere scontato e che le cose vanno meritate e
non pretese. Credo che se i genitori italiani imparassero a togliere qualcosa
ai loro figli, invece che dare e basta, questa nostra comunità avrebbe un
destino migliore».
Mentre
ascolto Crepet, e dopo aver letto questo suo libro, sono preso da un dubbio. In
quarta di copertina leggo che esso ha
un taglio più “arrabbiato”: Crepet stesso l’ha ammesso in radio (Zapping, a cura di Forbice). è un libro fortemente “politico” (da pólis, nel senso di “pubblico”, non di
partitocrazia…).
Ho
tanta paura che, nonostante la sua forza trascinatrice, egli stesso è così “arrabbiato”
perché forse, in fondo, è consapevole che a livello educativo la situazione
attuale è molto grave, quasi come se ci fosse l’intima consapevolezza che,
ormai, i buoi sono ormai scappati dalla
stalla.
Glielo chiederò la prossima volta che lo sentirò.
Per ora giro a voi la domanda: è una riflessione che i genitori devono fare…
Mondo
di tanti forbiti azzeccagarbugli, nel
suo “mestiere” Crepet è un maestro. Impossibile non riconoscergli il coraggio
di dire cose talmente semplici e banali che lo fanno quasi sembrare
retorico, scontato, banale. Crepet è un laico che propone un progetto
pedagogico i cui valori sono eterni, perciò che parla pure il linguaggio della
fede. E lo fa col coraggio di “chi non ha peli sulla lingua”, perché non deve
genuflettersi davanti ad alcuno…
Oreste Mendolìa Gallino

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